PROTOCOLLO OPERATIVO 2026 PER L’IMPIEGO DEL VOLONTARIATO IN AMBITO MARITTIMO: IL RUOLO DELLA GUARDIA COSTIERA AUSILIARIA - GCA

PROTOCOLLO OPERATIVO 2026 PER L’IMPIEGO DEL VOLONTARIATO IN AMBITO MARITTIMO: IL RUOLO DELLA GUARDIA COSTIERA AUSILIARIA – GCA

Un’estate più sicura

Ogni estate, lungo il litorale emiliano-romagnolo, migliaia di persone scelgono il mare per le proprie vacanze. È un momento di festa e di relax, ma anche un periodo in cui i rischi legati alla balneazione e alla fruizione della costa aumentano in modo proporzionale alla presenza di turisti. Per rispondere a questa esigenza, da anni numerose Organizzazioni di Volontariato di Protezione Civile collaborano con la Guardia Costiera-Capitaneria di Porto, ciascuna nel proprio tratto di competenza lungo la costa regionale.

Il quadro di riferimento

Questa collaborazione trova il suo riferimento aggiornato nel Protocollo Operativo 2026, sottoscritto tra l’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile e la Direzione Marittima – 8° MRSC di Ravenna, nell’ambito della Convenzione triennale con il Corpo delle Capitanerie di Porto.

Il nostro ruolo: supporto, non soccorso

Il soccorso in mare resta, e deve restare, una competenza esclusiva della Guardia Costiera-Capitaneria di Porto.  Il ruolo delle associazioni di volontariato è quello di affiancarla: essere presenti, attenti, pronti a intervenire quando richiesto, sempre sotto il suo coordinamento e mai in sua sostituzione.

Due ambiti di intervento: sulla spiaggia e in mare

Questo supporto si articola in due ambiti distinti. Sulla spiaggia, fino a 300 metri dalla battigia, i volontari garantiscono un servizio di assistenza alla balneazione: una presenza a piedi o in bicicletta, senza l’uso di mezzi nautici a motore, che affianca il lavoro dei bagnini di salvataggio con una sorveglianza attenta e continuativa. In mare, nel tratto compreso tra i 300 metri e le 3 miglia nautiche dalla costa, gli equipaggi operano a bordo di unità nautiche e possono essere chiamati a trasportare naufraghi verso un punto di sbarco sicuro, ad accompagnare personale medico verso il luogo di un’emergenza, o a monitorare situazioni che potrebbero evolvere in un rischio per l’incolumità pubblica. In questo contesto i volontari svolgono un ruolo prezioso anche quando le segnalazioni che arrivano alla Guardia Costiera sono incomplete o confuse: essere già sul posto, conoscere quel tratto di mare e di costa, significa spesso fare la differenza tra un intervento mirato e uno dispersivo.

Il tratto di competenza della GCA e i mezzi impiegati

La Guardia Costiera Ausiliaria di Ravenna opera nel tratto che va da Casal Borsetti a Tagliata di Cervia, con riferimento alla Capitaneria di Porto di Ravenna. Su questo tratto sono impiegati due mezzi nautici: il gommone di proprietà dell’associazione, che copre il tratto da Casal Borsetti a Punta Marina, e un gommone di Protezione Civile, di cui la GCA ha la responsabilità operativa, impiegato da Marina di Ravenna fino a Tagliata di Cervia. Su quest’ultimo mezzo operano, in equipaggio misto, volontari della Guardia Costiera Ausiliaria e volontari di altre organizzazioni, attivati attraverso il Coordinamento Provinciale di Protezione Civile.

Attivazioni programmate e non

Il Protocollo disciplina due tipi di attivazione: quella programmata, come la vigilanza estiva, e quella non programmabile, attivabile in qualsiasi momento dell’anno su richiesta diretta dell’Autorità Marittima. In entrambi i casi il filo conduttore resta lo stesso: collaborazione chiara, ruoli definiti, responsabilità condivisa nel rispetto delle competenze di ciascuno.

 

Per approfondimenti, il testo integrale del Protocollo è disponibile nella sezione dedicata del nostro sito.