25 Anni di Guardia Costiera Ausiliaria - GCA : Il Sogno di Enzo Lodola

25 Anni di Guardia Costiera Ausiliaria – GCA : Il Sogno di Enzo Lodola

In un’intervista storica, il cofondatore ripercorre le origini dell’associazione tra sfide, sacrifici e la “scossa” decisiva del primo gommone.

Esiste un documento che vale più di qualsiasi archivio polveroso: otto minuti di registrazione risalenti al 21 settembre 2016. Sulla terrazza dello Yacht Club di Ravenna, Enzo Lodola — uno dei fondatori della Guardia Costiera Ausiliaria dell’Emilia-Romagna — raccontava con semplicità disarmante come tutto ebbe inizio. A intervistarlo era Fosca Maurizzi, in una conversazione informale che oggi rappresenta un prezioso testamento storico della nostra associazione.

La vita di Enzo è stata una lunga scia sul mare. Il suo impegno istituzionale era iniziato già nel 1991, quando ricevette l’incarico di coordinare il Servizio di Salvataggio per i nove lidi ravennati. In quegli anni di pionierismo, la sua professionalità portò alla nascita del centro operativo per l’Ottava Regione Emilia-Romagna, formando generazioni di marinai di salvataggio sotto la giurisdizione della Direzione Generale di Genova.

“È stata la realizzazione di un bel sogno”

L’avventura della Guardia Costiera Ausiliaria (GCA) a Ravenna iniziò ufficialmente nell’ottobre del 1999. Insieme a Walter Balduzzi e Giovanni Battista Ferroni, Enzo accettò la sfida di far nascere una struttura che fosse “a guardia della vita umana in mare”. Furono anni di grandi fatiche: «Tutte le porte erano chiuse — ricordava Enzo nell’intervista — e abbiamo sempre rimesso di tasca nostra, andando avanti con la sola speranza che arrivasse un po’ di ossigeno».

La svolta arrivò nel 2001 grazie alla fondamentale intercessione del Cavalier Dino Guerra. Fu lui a rivolgersi alla Rappresentanza Regionale per sbloccare il primo gommone motorizzato, il mezzo nautico che permise finalmente di iniziare il servizio lungo la costa. Con quel dono prezioso e una volontà di ferro, il 6 aprile 2001 l’associazione si costituì ufficialmente.

 La “fatica del carburante” e l’autotassazione

 Ma, come Enzo ammetteva con estrema onestà, la sfida era solo all’inizio. Se il gommone fu il dono che permise di partire, gli anni che seguirono furono quelli della resistenza. In quel periodo non c’erano sponsor, non c’erano rimborsi, né contributi pubblici.

«Ogni volta che uscivamo in mare, le spese erano tutte sulle nostre spalle», spiegava Enzo. Fu l’epoca dell’autotassazione estrema: i soci fondatori e i primi volontari garantirono la sicurezza della costa pagando di tasca propria il carburante, le dotazioni di bordo e la manutenzione. Fu un periodo di sacrifici silenziosi, dove la passione doveva fare i conti con le casse vuote. È proprio in quella fatica, in quel “mettere mano al portafoglio” per il bene comune, che è nato il carattere d’acciaio della nostra associazione.

La crescita della GCA Ravenna è stata un mosaico di volti. Lodola citava con commozione i primi consiglieri che dal 2001 diedero la “svolta completa”: Roberto Minghetti (storico segretario regionale), Marcello Monte e Andrea Domenichini. Grazie al loro apporto, l’associazione è cresciuta fino a superare i 120 volontari, ottenendo il plauso delle autorità marittime con cui i rapporti sono sempre stati ottimi.

Oggi, nel 2026, a un quarto di secolo da quella fondazione, le sue parole risuonano con una forza ancora maggiore. Verso la fine di quell’intervista, dichiarava con la serenità dei giusti di essere “arrivato al capolinea”, ma orgoglioso di lasciare l’istituzione in mani sicure. Anche se Enzo e Fosca non sono più tra noi, quel “bel sogno” continua a navigare, affidato al cuore dei volontari che ogni giorno scelgono di onorare la loro eredità tra le onde.

Tratto dall’intervista originale di Fosca Maurizzi a Enzo Lodola – Archivio Storico GCA Ravenna https://youtu.be/WY_Q7WVI48M?si=-lhtMwb6TUp-diIb